Maigret ha paura

🔎 MAIGRET HA PAURA

Titolo originale: Maigret a peur

Prima pubblicazione: Luglio 1953 (Presses de la Cité)

Ambientazione: Fontenay-le-Comte (Vandea)

Protagonisti: Giudice Chabot, Hubert Vernoux, Alain Vernoux, Robert de Courçon

L’INCHIESTA

Di ritorno da un congresso a Bordeaux, Maigret decide di fermarsi a Fontenay-le-Comte per salutare un vecchio amico d’infanzia, il giudice Chabot. Ma l’atmosfera che trova è tutt’altro che conviviale: la cittadina è paralizzata dal terrore. Due persone — un nobile decaduto e una levatrice — sono state uccise brutalmente per strada e, proprio sotto gli occhi del Commissario, viene compiuto un terzo omicidio.

Le vittime sembrano non avere alcun legame tra loro, il che fa pensare all’opera di un maniaco sessuale o di un pazzo. La popolazione, esasperata, punta il dito contro i Vernoux, la famiglia di notabili più in vista del luogo. Maigret, pur essendo solo un ospite “di passaggio”, non può fare a meno di lasciarsi coinvolgere, scavando sotto la superficie di un’aristocrazia orgogliosa e di una borghesia che nasconde abissi di follia e risentimento.

LA PAURA DEGLI ALTRI

Il titolo del romanzo riflette la tensione che si respira nelle strade: la paura è una nebbia che offusca il giudizio degli abitanti e mette a dura prova persino la calma di Maigret. Il Commissario si sente a disagio nel ritrovare le distanze sociali che lo intimidivano da giovane e osserva con una punta di malinconia come l’odio di classe e i segreti di famiglia possano armare la mano di un assassino molto più lucido di quanto sembri.

LA RISOLUZIONE

Maigret intuisce che la chiave è proprio Hubert Vernoux. L’uomo ha ucciso il cognato Robert per motivi di interesse e rancore personale, compiendo poi gli altri due delitti a casaccio solo per simulare l’opera di un pazzo e sviare i sospetti. La tragedia culmina nel suicidio del figlio di Hubert, Alain, schiacciato dal peso dei sospetti. Quando Maigret mette Hubert di fronte alle sue responsabilità, quest’ultimo inscena una crisi di follia per evitare il carcere, lasciando al Commissario l’amaro sapore di una giustizia che, tra i privilegi dei notabili, fatica a trionfare.

“In provincia, la verità è come un pozzo profondo: se ci guardi dentro troppo a lungo, rischi di scorgere solo la tua stessa ombra.”

La vostra Elisa

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