Il Direttore: l’autorità discreta di Edoardo Toniolo
Tra una boccata di pipa e un’intuizione geniale, il nostro Maigret doveva spesso fare i conti con i “piani alti”. A dare volto e voce al Direttore della Polizia Giudiziaria c’era Edoardo Toniolo (Torino, 22 novembre 1907 – Roma, 31 dicembre 1986), un attore che incarnava alla perfezione lo stile e la compostezza del funzionario d’altri tempi.

Toniolo era un vero figlio d’arte e la sua carriera è stata un lungo viaggio attraverso la storia dello spettacolo italiano. Debuttò nel cinema negli anni ’30 grazie a Guido Brignone, ma fu nel dopoguerra che divenne una presenza costante e rassicurante nelle case degli italiani. Se chiudete gli occhi, potreste quasi sentire la sua voce: è stata una delle colonne della prosa radiofonica Rai per anni, prima di approdare stabilmente sul piccolo schermo nel 1954.
Nelle Inchieste del commissario Maigret, il suo Direttore era l’equilibrio fatto persona. Sempre impeccabile, spesso al telefono, rappresentava quel ponte necessario tra il lavoro di strada della squadra di Maigret e le esigenze delle istituzioni. Non era mai un antagonista, ma piuttosto un superiore che, pur con le dovute cautele, stimava profondamente il Commissario. Toniolo recitava con una naturalezza tale da rendere memorabile anche una semplice apparizione dietro una scrivania.
E per chi ha l’occhio lungo e ama le curiosità, è impossibile non sorridere ricordandolo in un ruolo decisamente diverso: era lui Remo, il padrone di casa nella scena della festa nell’intramontabile Totò, Peppino e la… malafemmina! Un esempio lampante di come i grandi attori di quella generazione potessero passare con disinvoltura dal dramma alla commedia più pura, mantenendo sempre una dignità immensa.
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