Gianni Musy

Il “giovane” Lapointe: la classe di Gianni Musy

Se Janvier era il braccio destro, Lapointe era senza dubbio la “pupilla degli occhi” del nostro Commissario. Per interpretare il più giovane della squadra, quel poliziotto così attento, a tratti timido ma di una lealtà assoluta, non si poteva scegliere attore migliore di Gianni Musy (Milano, 3 agosto 1931 – Mentana, 7 ottobre 2011).

Gianni Musy – Lapointe (con la sigaretta)

Musy ha regalato a Lapointe una dignità speciale. Lo ricordiamo tutti con la sua sigaretta, lo sguardo intelligente e quel modo di muoversi quasi in punta di piedi per non disturbare le riflessioni del “principale”. Era un attore immenso, capace di passare dai palcoscenici di Eduardo De Filippo e Anna Magnani fino ai grandi sceneggiati che hanno fatto la storia della nostra televisione, come La freccia nera o E le stelle stanno a guardare.

Ma per noi, Gianni Musy resterà per sempre colui che rispondeva prontamente alle chiamate di Maigret nei corridoi del Quai. La sua interpretazione era così misurata e naturale da farci dimenticare che stavamo guardando un attore: per noi lui era l’ispettore Lapointe. È incredibile pensare alla sua versatilità: dal ruolo del pentito Buscetta nel cinema civile, fino al giudice di Elisa di Rivombrosa o al violinista nel Commissario Montalbano.

In ogni sua apparizione, anche negli anni della maturità, Musy ha mantenuto quel carisma discreto che lo ha reso uno dei volti più amati del piccolo e grande schermo. Eppure, ogni volta che rivediamo una puntata del nostro caro Maigret-Cervi, non possiamo fare a meno di sorridere quando compare lui, con quella sua aria da bravo ragazzo e la dedizione di chi sa di stare imparando dal migliore.

 

 

 

 

Le riflessioni di Elisa:Sapete cosa mi incanta di Gianni Musy? La sua voce. Una voce che ha dato anima a personaggi leggendari (pensate a Gandalf!) ma che nel nostro Maigret si faceva sommessa, carica di rispetto. C’era una dolcezza particolare nel rapporto tra il suo Lapointe e il Maigret di Cervi, un passaggio di testimone silenzioso tra generazioni di attori che amavano profondamente il loro mestiere. Un vero signore della scena, non trovate anche voi?

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